
Sembra quasi un incidente di percorso dell’Italia intera che tanti anni fa la “riforma Gentile” abbia potuto sterilizzare la scuola italiana ritagliando nella cultura un settore dominante fatto di concezioni idealiste aliene da ogni conoscenza della realtà naturale. Non è stato così in tutto il mondo, per fortuna; sicché la scienza e la comunità scientifica sono cresciute altrove anche per volontà politica mentre da noi sbocciavano solo alcuni talenti un po’ per generazione spontanea e un po’ perché anche un regime non riesce a condizionare la ragione di chi sa usarla per sua libera scelta.
Ma ora è tempo di dare spazio con atti concreti a un recupero che da troppo tempo aspetta di essere attuato: fra poco, tra l’altro, dovremo fare i conti con i paesi emergenti, specie gli asiatici, che hanno rapidamente capito che lo spazio dello sviluppo e del benessere delle loro enormi popolazioni è lo spazio della competenza e della razionalità creativa. Cioè, della scienza. In questo spazio si entra con una scuola attrezzata, disegnata e potenziata perché antichi e pervicaci pregiudizi non continuino a propagarsi negli anni contaminando i giovani e il futuro. È possibile allora fare a meno di un vero Liceo Scientifico? No, non è possibile. Il Liceo Scientifico deve avere un ruolo centrale in questo paese “sopraffatto” dagli studi classici, in base ai quali è stato creato un modello di alto rango sociale contrassegnato da sole tradizioni umanistiche. Il Liceo Classico, pur nella scia dell’alta qualità che lo ha messo in cima alla nobiltà degli studi, non può essere la sola chiave di volta della cultura contemporanea, come lo è stato finora con il suo bagaglio di lingue morte e di ricordi di una gloriosa antichità. Ma è proprio questo modello a illuminarci sul fatto che un Liceo Scientifico riconoscibile come tale deve essere costruito quasi dal nulla e con una forte determinazione politica e intellettuale. Elementi essenziali della ripresa devono essere gli investimenti nelle strutture e nella qualificazione del personale. Ma bisognerà costruire anche ex novo una cultura completa, come quelle che nascono da una forte adesione all’idea e dalla disponibilità a collaborare degli attori principali: apriamo subito una discussione che abbia come obiettivo di concordare obiettivi e modalità di insegnamento di un Liceo Scientifico rifondato.
La via maestra è certamente quella di ricombinare in una nuova forza culturale scienze, filosofia e storia, accompagnate da capacità di espressione e comunicazione che raggiungano l’opinione pubblica. Dopo, si valuterà l’entità delle risorse da destinare a questo scopo condiviso.
Per approfondire:
• Marzio Barbagli, Disoccupazione intellettuale e sistema scolastico in Italia, Il Mulino, Bologna 1974.
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