Autonomia e curricolo

in Curricoli e saperi

di Carlo Fiorentini | del 10/11/2009 |2 commenti | commenta

Autonomia e curricolo
Perché è necessario progettare e insegnare nell’ottica del curricolo verticale? Che cosa significa fare un curricolo di scuola? Quali sono le caratteristiche fondamentali del curricolo? Le risposte di Carlo Fiorentini in un articolo scaricabile in PDF.



Nel comma primo del regolamento dell’autonomia scolastica, il DPR 275 del 1999 si afferma: “L’autonomia si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione miranti allo sviluppo della persona umana … tali da garantire ai soggetti coinvolti il successo formativo coerentemente con gli obiettivi generali dell’istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento/apprendimento”.

La scuola del curricolo nasce con l’autonomia scolastica dal punto di vista giuridico, mentre da quello culturale era nata molto tempo prima. Con l’autonomia scolastica in pratica sparisce il termine programma e nell’art. 8 del regolamento c’è scritto che il Ministero della P. I. dà le indicazioni nazionali, e le scuole costruiscono il curricolo a partire da esse. Le scuole hanno più autonomia rispetto al centro, e pur possedendo una certa autonomia anche prima del 1999, ora la vedono riconosciuta giuridicamente e dal 2001 anche costituzionalmente con la modifica del titolo V della Costituzione.

Ma quale è il senso dell’autonomia scolastica e il passaggio dalla scuola del programma alla scuola del curricolo? Quale è la mission dell’autonomia scolastica?

È garantire a tutti gli alunni il successo formativo, e già nel comma 1 c’è scritto che lo si può raggiungere migliorando l’efficacia del processo di insegnamento/apprendimento. Invece, le interpretazioni prevalenti, date in questi 10 anni all’autonomia scolastica, non c’entrano nulla con questa finalità; è un’autonomia che si è persa per strada perché è stata interpretata come la possibilità di fare giochini organizzativi, tipo togliere i cinque minuti dall’ora per avere un monte ore che consente di offrire nuove cose. Se queste scelte non sono collocate all’interno di un processo, che ha come finalità migliorare il successo formativo degli studenti, non sono strategie utili. L’autonomia è stata interpretata, spesso, come autonomia organizzativa fine a se stessa e/o come ampliamento dell’offerta formativa, la cosiddetta scuola dei progetti, o “progettificio permanente”.

Allora, perché è necessario progettare nell’ottica del curricolo? Perché c’è bisogno di innovare costantemente il modo di far scuola, per garantire il successo formativo, dove per successo formativo non intendo dare il 6 agli analfabeti. È ovvio che non sono un nostalgico dei voti, che oggi sembrano tornare di moda, dei 3 e dei 4 (nella scuola media si ha la sensazione invece che la possibilità di dare i voti sia stata accolta da non pochi insegnanti come “finalmente potrò dare quello che l’alunno si merita!”). Non sono un nostalgico di quella scuola, però se successo formativo significa portare alla fine della scuola media un 30/40 % di semianalfabeti a cui abbiamo dato la sufficienza, questo non è successo formativo.

Significa garantire la formazione di base in tutte le materie scolastiche a tutti gli studenti; per cui quando sento che ci sono progetti extracurricolari o aggiuntivi che concorrono al successo formativo, vorrei capire in quale misura concorrono allo sviluppo delle competenze in italiano, in matematica, in scienze, o in qualche altra materia scolastica. Si dice, però, che con i progetti, in genere, gli alunni stanno bene (e vorrei vedere che vengano fatti per farli star male!), ma lo star bene è l’aspetto relazionale: di per sé il problema non è qui, perché se facciamo matematica vuol dire allora che li facciamo star male e compensiamo con uno star bene fittizio; il problema è far star bene l’alunno quando trattiamo le materie scolastiche, non quando facciamo cose marginali.


L'articolo completo di Carlo Fiorentini in pdf

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Puntare sugli insegnant che ci credono davvero!! di s.fanigliulo, pubblicato il 11/11/2009 Purtroppo si insiste poco sulla necessità di innovare le metodologie di insegnamento che favoriscano motivazione e coinvolgimento per garantire il successo formativo di ogni ragazzo. I processi "innovativi" che si stanno introducendo( valutazione, maestro unico, contrazione del tempo scuola, ecc.)demotivano gli insegnanti, favorendo, ancor più, metodologie di insegnamento obsolete, non finalizzate allo star bene e al rispetto della tipicità biopsichica, culturale e antropologica di ogni alunno-persona. Molti DS, addirittura nella scuola dell'obbligo, sono interessati a dare un'immagine di efficienza della propria scuola in termini "tecnologici",in termini di apparenze, selezionando i migliori della classe e tralasciando i ragazzi in difficoltà. Mi sembra che siano poco interessati a dare vigore culturale e attuazione alle "Nuove indicazioni per il curricolo", alla didattica laboratoriale,alla elaborazione di un progetto educativo concreto che personalizzi i processi di insegnamento-apprendimento per garantire pari opportunità formative. Di questo non si discute nella scuola, si discute di PON,di progetti di informatica "a pagamento" ,di progetto Comenius per gli insegnanti, ecc. Persino l'ANSAS forma e-tutor per insegnare ad insegnare che hanno poca esperienza nella scuola e qualche pezzo di carta in più.In una selezione pubblica per tutor di progetto,dopo 25 anni di insegnamento e numerose esperienze nella scuola,il sottoscritto si è collocato all'ultimo posto.Spero soltanto io il peggiore.In verità sono lasciati fuori dalla formazione docenti veramente bravi sul piano pedagogico, con tanta esperienza nella scuola, per lasciare il posto di e-tutor, semmai a "tecnologi" che sanno funzionare la LIM,senza esperienza sul campo che privilegiano modalità teoriche del sapere ,che non sanno nemmeno dove stanno di casa le "nuove indicazioni", il curricolo verticale,l'autonomia scolastica, le problematiche inerenti la scuola dell'obbligo.Non si può rinnovare la qualità della scuola in questo modo.

Nulla di nuovo sotto il sole di enricomaranzana, pubblicato il 11/11/2009 "La scuola del curricolo nasce con l?autonomia scolastica dal punto di vista giuridico" è un'affermazione che non tiene in considerazione i decreti delegati del 74: la programmazione educativa è l'oggetto del mandato conferito al Collegio docenti che deve "valutare periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica" [per la progettazione formativa e sull'attività docente si vede quanto ho scritto su questa rivista]. La causa dell'insubordinazione ha natura culturale: non sono stati esplicitatie dettagliati i traguardi a cui tutti gli insegnamenti devono perseguire. I vigenti programmi degli ITC, ad esempio, definiscono per elencazione le capacità caratterizzanti l'itinerario quinquennale; i profilo professionale di quelli degli ITIS descrivono puntualmente le competenze generali curricolari. La questione che si pone è: perchè gli organi di controllo non hanno mai censurato tali omissioni?

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