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Valori e fondamenti dell’educazione ambientale

Pubblicato il: 07/09/2011 17:49:13 -


“Guardare in fondo alla natura significa capire meglio tutte le cose” (Albert Einstein).
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Oggi più che mai parlare di educazione ambientale significa non solo acquisire conoscenze specifiche e atteggiamenti di responsabilità verso l’uso e la gestione delle risorse disponibili ma anche assumere una “forma mentis” che pone l’uomo al centro di una visione globale del mondo e delle sue trasformazioni. I contenuti cognitivi di questa area disciplinare si riferiscono essenzialmente alla comprensione dei meccanismi che regolano le interazioni tra i viventi e l’ambiente, alla presa in carico dell’impatto ambientale che si viene a creare quando in un sistema ecologico si introducono nuovi elementi che possono, in molti casi, alterare e modificare gli equilibri esistenti. Tuttavia le conoscenze strettamente didattiche non bastano a soddisfare il bisogno di completezza e significatività di una tematica così ampia che poggia le sue basi sul concetto di “educazione”.

L’educazione ambientale ha come obiettivi la coniugazione della cultura ecologica, dei saperi scolastici con la promozione della crescita civile e politica dei futuri cittadini. In particolare il primo obiettivo è centrato sulla conoscenza della complessità: “La problematizzazione della cultura è la via maestra perché l’ambiente venga guardato con gli occhi indagatori, avvicinato con pratiche sperimentali, interpretato con idee di cui si vuole sondare l’efficacia, trasformato con azioni che non violentino le strutture profonde che connettono i vari aspetti della realtà che ci circonda (Semeraro R., “Verso un’ecologia dell’istruzione”). Un secondo obiettivo è quello della partecipazione emotiva e affettiva verso l’osservazione dell’ambiente e dei suoi cambiamenti perché nella formazione dell’adolescente sono fondamentali sia lo sviluppo degli aspetti di carattere cognitivo (conoscenze, capacità logico-cognitive, abilità) che quello relativo alle risorse personali collegate alla sfera emotiva e fisico-corporea (percezione, motivazione, orientamento etico-valoriale). Il terzo obiettivo si riferisce allo sviluppo del pensiero critico, consapevole, profondo e creativo che consente di educare gli alunni alla responsabilità attiva nella gestione e uso delle risorse a disposizione. Per questi motivi l’educazione ambientale non rappresenta una materia a sé stante ma un percorso didattico integrato e pluridisciplinare che mira a promuovere la formazione di conoscenze scientifiche e tecnologiche ma anche una graduale interiorizzazione di senso critico e autonomia di giudizio, un atteggiamento o stile di pensiero che possa delineare e rendere possibile un modello di vita qualitativamente migliore. L’uomo tecnologico ha il compito di orientare e controllare il progresso guardando, come diceva il filosofo Kant “il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”. Il principio di responsabilità è fondamentale nella presa di coscienza delle problematiche ambientali come sostiene il filosofo H. Jonas: “Agisci in modo che le tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra” (Jonas H., “Il principio di responsabilità”).

Laura Alberico

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