Imparo a leggere e scrivere: che bello!

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di Avataneo Gallo e Sgaravatto | del 26/07/2012 |2 COMMENTI |commenta

Imparo a leggere e scrivere: che bello!
Imparare a leggere e scrivere è un percorso che si deve basare su attività significative. Il motore dell’apprendimento è la motivazione, si lavora quindi fin dall’inizio su testi completi e complessi.



Imparare a leggere e scrivere può essere bello per un bambino? Come può un insegnante rendere piacevole e stimolante un percorso così complesso? Come si può fare in modo che la lettura e la scrittura diventino strumenti non solo utili, ma anche piacevoli per tutta la vita?

La convinzione che sta alla base di tutto il nostro lavoro finalizzato all’apprendimento dei meccanismi della letto-scrittura è che la lettura e la scrittura, nel corso della classe prima, non debbano essere decontestualizzate dai vissuti e dalle esperienze complessive di apprendimento dei bambini; per questo abbiamo cercato in ogni modo di favorire in loro l’azione dello scrivere e del leggere come “atto significativo”, legato a uno scopo, a una motivazione condivisa, evitando per quanto possibile esercizi noiosi e ripetitivi.

Tale premessa ci porta a proporre come avvio del percorso attività attraverso le quali non ci si limiti a fornire una tecnica, ma con cui si abituino i bambini a riflettere su ciò che stanno apprendendo, favorendo la ricerca e la scoperta personale. È meglio non etichettare questo come “metodo” ma piuttosto come insieme di pratiche che favoriscono l’apprendimento della letto-scrittura, anche se il riferimento al cosiddetto “metodo globale” è molto forte, almeno nelle prime fasi, perché i bambini lavorano sempre su testi completi e complessi.

Le attività che proponiamo in classe sono pertanto impostate su esperienze condivise e coinvolgenti per i bambini, che consentono loro di assumere un ruolo attivo all’interno del proprio percorso di scoperta e apprendimento. In questo modo la scrittura è percepita, già nelle fasi iniziali, come trascrizione di fatti e avvenimenti noti perché vissuti direttamente, di storie inventate che si vogliono far conoscere alla classe parallela o alla famiglia; scrivere diventa via via necessario anche per documentare, ricordare e successivamente rileggere ciò che si è fatto insieme.

Il bambino all’ingresso nella scuola primaria presenta già competenze linguistiche di vario genere, pertanto occorre tenerne conto per costruire il percorso didattico: per esempio, sa già differenziare la scrittura da altri segni, decifrare alcune lettere o parole, sa leggere e scrivere il proprio nome, esprimersi con una scrittura personale, ama ascoltare e raccontare storie...

Infatti ha vissuto già dalla prima infanzia immerso in un ambiente pieno di parole e scritte, che gli hanno permesso un primo approccio con il patrimonio linguistico condiviso. È compito della scuola “riordinare” le sue conoscenze e abilità, potenziarle e creare contemporaneamente il gusto della ricerca personale e di gruppo. Lo scopo è di raggiungere gradualmente una competenza di base che andrà arricchendosi giorno per giorno, perché il lavoro quotidiano che si svolge in classe lo richiede.

Per poter realizzare tutto questo occorre creare da subito un ambiente ricco e stimolante, dove la parola scritta è presente ovunque ed è significativa, perché legata, come dicevamo prima, al vissuto reale ed emotivo della classe. Ciò favorisce anche la costruzione di un clima relazionale positivo, vivace e costruttivo, dove tutti possono esprimersi secondo le proprie competenze e secondo il proprio stile di apprendimento, che può essere legato maggiormente all’immagine, alla parola scritta o orale, alla fisicità, al suono e alla musica...

Fin dal primo giorno di scuola i bambini sono accolti in una situazione che crea aspettativa e curiosità: per esempio l’arrivo di un pacco o di una lettera misteriosa, una caccia al tesoro o un gioco che porta alla scoperta di oggetti (dolci, bolle di sapone, una palla, giocattoli vari, costruzioni, pupazzi, libri, cd musicali...). Questa prima esperienza porta alla costruzione dei primi testi sui quali innestare gradualmente le riflessioni linguistiche: la frase come insieme ordinato di parole, individuazione della parola e di parole simili, ricerca di parti di parole e lettere uguali... Le scoperte arrivano spontaneamente attraverso l’osservazione e il confronto di idee e ipotesi di tutti gli alunni: l’insegnante si pone come mediatore e facilitatore, non come “colui che spiega”. La discussione e l’argomentazione, secondo la logica del “problem solving”, impostate secondo regole fondamentali condivise, portano alla scoperta dei principali meccanismi che sono alla base della scrittura e della lettura.

Non manca però una fase successiva più analitica che porta alla conoscenza degli elementi costitutivi della parola (sillaba, lettera) e allo studio delle prime difficoltà ortografiche, ricercando e raccogliendo su cartelloni le parole simili.

Attraverso attività di questo tipo i bambini arrivano gradualmente, ma anche seguendo il proprio ritmo di apprendimento, a una competenza linguistica che consente loro di elaborare autonomamente i primi testi formalizzati, naturalmente sempre legati a uno scopo preciso. Ribadiamo quindi che il motore dell’apprendimento della letto-scrittura è, secondo noi, la motivazione, che deve essere favorita in tutti i modi dagli insegnanti, non solo in attività linguistiche, ma, naturalmente, in tutte le discipline. Infatti troviamo costruttivo elaborare percorsi didattici interdisciplinari, che consentano a tutti gli insegnanti del team di interagire e collaborare alla creazione di un apprendimento significativo e multi-direzionale in cui la lettura e la scrittura diventano strumenti conoscitivi indispensabili.


PER APPROFONDIRE:
I materiali di documentazione sulle esperienze in PDF (41 MB).


ENGLISH ABSTRACT:
Learning to read and write is a path that must be based on meaningful activities. The motor learning is the motivation, then we work from the beginning on full and complex texts.

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re apprendimento di Laura Pecorini, pubblicato il 27/07/2012

Aperti i materiali. Volevo dire che questo tipo di approccio risulta ancor più adeguato per quegli alunni che risulteranno avere disturbi specifi, in quanto attenua molto le frustrazioni e le ansie...

Apprendimento spontaneo E Ferreiro e Taberosky di Laura Pecorini, pubblicato il 27/07/2012

Ho adottato l'approccio spontaneo all'apprendimento della letto scrittura. Mi piacerebbe accedere ai materiali ma il file non si apre

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