Compiti a casa, pro o contro?

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di Anna Maria Pani | del 20/06/2011 |2 COMMENTI |commenta

Compiti a casa, pro o contro?
Una ricerca condotta da Harris Cooper, professore di psicologia e neuroscienze presso la Duke University, ha suggerito che i compiti a casa in piccole dosi possono rafforzare le competenze di base e aiutare i bambini a sviluppare abitudini di studio, ma che esistono rendimenti decrescenti.



Il distretto scolastico di Galloway, una comunità della classe media a nord-ovest di Atlantic City, voterà questa estate una proposta per limitare i compiti a casa a 10 minuti a sera per ogni anno di scuola (20 minuti per il secondo grado e così via) e vietare le assegnazioni nei fine settimana, nelle feste e nelle vacanze scolastiche. Galloway è parte di un’ondata che sta attraversando i distretti di tutta la nazione americana per rivedere i compiti a casa, tra preoccupazioni per gli alti paletti dei test e la concorrenza dei college – che alimentano un tran-tran serale stressante per i bambini privandoli del gioco e del resto, ma anche per il miglioramento del successo, soprattutto nelle classi elementari. Tali sforzi hanno attirato le critiche di alcuni insegnanti e genitori che controbattono come gli studenti devono studiare di più, e non di meno, se si vuole avere successo.

Il movimento anti-compiti a casa è stato riacceso negli ultimi mesi dal documentario “Race to Nowhere”, che mostra studenti stressati da un sistema educativo che li mette sotto pressione. Così gli insegnanti della scuola elementare di Mango, in California, stanno sostituendo i compiti a casa con obiettivi di lavoro specifici in base alle esigenze del singolo studente e che possono essere completati in classe o a casa, secondo il ritmo di ciascuno.

Il distretto scolastico di Pleasanton, in California, propone questo mese di tagliare i tempi dei compiti a casa di quasi la metà e vietare le assegnazioni nei week-end in classi elementari, perché, come un amministratore ha detto, “i genitori vogliono indietro i loro bambini”. La Ridgewood High School, nel New Jersey, ha introdotto una pausa invernale senza compiti a casa nel mese di dicembre. Le scuole nel distretto di Bleckley, GA, hanno istituito la “sera senza compiti a casa” tutto l’anno. La Brooklyn School of Inquiry, un eccezionale e talentuoso programma, ha fatto dei compiti a casa un optional. La rivoluzione di compiti a casa si è diffusa anche a Toronto, che nel 2008 ha vietato i compiti a casa, e nelle Filippine, dove il dipartimento di educazione si è recentemente opposto alle assegnazioni nei fine settimana affinché gli studenti possano “godere la loro infanzia”.

Una ricerca condotta da Harris Cooper, professore di psicologia e neuroscienze presso la Duke University, ha suggerito che i compiti a casa in piccole dosi possono rafforzare le competenze di base e aiutare i bambini a sviluppare abitudini di studio, ma che esistono rendimenti decrescenti. La linea guida dei 10 minuti ha generalmente dimostrato di essere efficace, sostiene il Dr. Cooper, ma, al di sopra di essa, c’è un rapporto minimo tra compiti a casa svolti e miglioramento dei risultati dei test.

La battaglia dei compiti a casa ha diviso le comunità americane da oltre un secolo. Negli anni cinquanta, il lancio dello Sputnik ha dato il via a pesanti carichi di lavoro per gli studenti americani, in gara a tenere il passo con l’Unione Sovietica. La relazione 1983 “Una nazione a rischio” e, più recentemente, le pressioni dei test della legge “No Child Left Behind”, hanno portato anche ulteriori compiti a casa per i bambini più piccoli. Alcune scuole pubbliche e private hanno rinunciato agli homework negli ultimi anni, ma la maggior parte cerca una via di mezzo.

A Galloway la politica sarebbe di coprire a casa solo gli argomenti già affrontati in classe.


Fonte:
• “Homework Revolt”, The New York Times

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Compiti a casa Pro di Seagull, pubblicato il 08/10/2012

Recentemente anche i pedagogisti italiani hanno sollevato il problema perchè ritengono che gli alunni siano troppo stressati. Ma loro non considerano il fatto che se si aboliscono le consegne da fare a casa che, solitamente, sono un approfondimento di attività didattiche fatte a scuole, si rischia di far si che gli allievi non sviluppino un metodo di studio e di contro l'insegnante non può verificare il progresso degli apprendimenti. Inoltre a mio avviso, in questo modo si sminuisce ancor più il ruolo educativo della scuola che già di per sè ha subito un ribasso notevole.

compiti a casa di tigre, pubblicato il 02/05/2012

I compiti a casa se assegnati nella giusta quantità servono all'alunno e al docente per verificare se c'è stato apprendimento.

Sicuramente non ai genitori che il più delle volte si sostitiscono ai figli nello svolgimento,io ai miei alunni dico sempre di svolgerli in piena autonomia solo così possiamo verificare se ciò che volevamo aggiungere al sapere è stato ben compreso.

La mia formula è:" se avete voglia e tempo verificate..., se ciò che in classe abbiamo detto vi può essere utile...", senza imposizioni, senza pretese perchè il lavoro deve essere svolto in classe ma dico anche ai genitori che: bisogna abituare i figli ad eseguire un compito, ad impegnare la mente, un pò per volta altrimenti saranno impreparati ad affrontare "compiti" che richiedono un maggior dispendio di energie.Sarebbe auspicabile collaborare e unire gli interventi, l'unitarietà porta frutti l'accusarsi danneggia i bambini.   

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