CREATUBBLES un “baby” social network per condividere le opere artistiche

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di Chiara Bollattino | del 28/02/2017 |commenta

CREATUBBLES un “baby” social network per condividere le opere artistiche
Chiara Bollatino, docente presso una scuola primaria della Capitale, racconta l'esperienza della sperimentazione di Creatubbles, un social network ideato per la condivisione di opere artistiche da parte di studenti under 13.

La gioia e l'orgoglio che prova un bambino a mostrare - ad altri bambini o agli adulti - una sua opera d'arte, che sia un disegno o una creazione con i mattoncini colorati è una sensazione senza pari ed accomuna tutti i bambini del mondo. Perchè dunque non condividere e conservare, con i bambini nel mondo, quello che i nostri alunni, figli o nipoti creano ogni giorno e che rischia di andare perduto.

Ed è così che è nato Creatubbles (create +bubbles), una piattaforma pensata per la condivisione della creatività, un vero e proprio social network accessibile ma soprattutto sicuro per bambini anche di età inferiore ai tredici anni.

Come funziona

Creatubbles attraverso un device e un’applicazione gratuita permette ai giovani utenti di creare delle gallerie virtuali dove esporre le foto dei propri disegni, sculture, costruzioni con i mattoncini colorati, arte digitale.

Quale è l’elemento di innovazione di questa piattaforma

In Creatubbles si può essere protagonisti, creando una o più gallerie personali, ma anche fruitore, esplorando le creazioni altrui ed apponendo una "bolla" colorata quando si vuole mostrare il proprio apprezzamento. A differenza degli altri social, le immagini non vengono caricate automaticamente in tempo reale, in questa piattaforma il rispetto della privacy è una condizione assoluta ed ineludibile: affinché le foto siano pubblicate non devono comparire parti del corpo, volti, neanche una mano.

Tutte le opere inviate sono infatti visionate attentamente e rese pubbliche solo se sottostanti il criterio precedente e se giudicate adeguate ai bambini.

L’esperienza

Ho deciso di aderire con la mia classe di scuola primaria alla sperimentazione italiana della piattaforma creando la classe virtuale e - per tutto l'anno scolastico - i miei piccoli artisti, chi disegnatore, chi pittore, chi piccolo maker, chi fumettista, hanno prodotto senza sosta le loro opere e, insieme, le abbiamo caricate nelle gallerie tematiche che creavamo. Giorno dopo giorno, attraverso la community di Creatubbles i bambini hanno interagito e lasciato i loro commenti alle opere scorse nelle gallerie.

Il lavoro svolto in classe ha avuto una discreta eco anche nelle famiglie ed i piccoli artisti hanno condiviso i loro lavori anche da casa "accompagnati" dai genitori che, rassicurati dalle strategie di controllo che la piattaforma attua, si sono mostrati entusiasti e tranquilli nell'accogliere la proposta del social network. Quando poi ci siamo resi conto che si otteneva una maggiore visibilità adottando la lingua inglese, gli studenti coinvolti sono stati stimolati ad apprendere alcune espressioni - in particolare quelle di apprezzamento come “nice” e “great” - molto utilizzate nei commenti.

Gli sviluppi di Creatubbles

La diffusione e la sperimentazione di Creatubbles è sempre più ampia in Italia. L'enorme interesse dimostrato per questa piattaforma si è concretizzato in due momenti di formazione importanti.

Il primo il 21 giugno presso il Miur dove, nell'ambito del Digital Summer, l'ideatore di Creatubbles, Paul Greenberg, ha fatto creare a docenti e studenti opere d'arte da condividere sulla piattaforma.

Il secondo il 19 luglio, quando a Explora, il museo dei bambini di Roma, i piccoli artisti, hanno caricato sui loro accounts di Creatubbles i capolavori realizzati ispirandosi alle opere di Hanoch Piven.

Creatubbles si rivela dunque il luogo dove la creatività condivisa diventa community, che unisce e colma le distanze e fa divertire perché, come sosteneva Bruno Munari, giocare è una cosa seria!

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