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Didattica e apprendimento

I primi risultati della Prova nazionale

di Roberto Ricci, pubblicato il 18/09/2009

A giugno 2009 si è svolta la seconda edizione della Prova nazionale all’interno dell’esame di Stato conclusivo del I ciclo di istruzione. Dalle prime analisi effettuate su un campione di 1304 scuole sono emersi risultati differenziati in base alle caratteristiche individuali degli studenti e, in una certa misura, rispetto alle diverse aree geografiche del Paese.

Il 18 giugno 2009, per la seconda volta nella storia della scuola secondaria di I grado italiana, si è svolta con successo la Prova nazionale, predisposta e distribuita in ciascuna scuola dall’INVALSI in collaborazione con il M.I.U.R. La Prova nazionale ha coinvolto tutti i ragazzi della terza classe (oltre 560.000) frequentanti quasi 6000 scuole.

La prova si compone di due sezioni: italiano e matematica. La prima, a sua volta, si suddivide in tre parti con quesiti relativi alla comprensione di un testo narrativo, di uno espositivo e quesiti relativi alle conoscenze grammaticali. La Prova nazionale è stata costruita sulla base di quadri di riferimento pubblicati da tempo dall’INVALSI (http://www.invalsi.it/esamidistato0809/) ed è il frutto di un lungo processo di oltre 18 mesi di calibrazione e pre-test delle domande.

Per poter effettuare una prima analisi dei risultati in tempi brevi è stato predisposto un campione di 1304 scuole statisticamente rappresentativo su base regionale. A questo riguardo le scuole coinvolte, anche grazie alla stretta collaborazione degli U.S.R., hanno fornito un eccellente esempio di collaborazione poiché in pochissimi giorni sono stati inviati all’INVALSI per via telematica i dati di tutte le Istituzioni scolastiche interessate.

I primi risultati mettono in luce che, in media, i ragazzi italiani sono stati in grado di conseguire nella prova d’italiano un punteggio medio grezzo pari a circa il 67% di quello massimo conseguibile, ovvero 26,8 su 40 e nella prova di matematica un punteggio medio grezzo corrispondente a circa il 64% di quello che si poteva ottenere, ovvero 17,2 su 27. Se si considerano le tre parti della prova d’italiano, si riscontra che, a livello nazionale, i ragazzi hanno avuto minore difficoltà a rispondere ai quesiti di grammatica, fornendo risposte corrette in media al 71% dei quesiti, mentre tale percentuale scende al 65,9% per i quesiti relativi al testo narrativo e al 64,6% di quelli del testo espositivo. Per la prova di matematica, invece, si riscontrano risultati più diversificati tra i diversi ambiti; gli esiti sono stati in genere molto buoni per i contenuti relativi ai numeri naturali, frazioni e decimali, numeri interi, rapporti, proporzioni, percentuali, per i quali le risposte corrette superano in media l’80%; per altre aree di contenuto come quella relativa a “Relazioni e funzioni” i risultati sono meno soddisfacenti. Le risposte dei ragazzi si differenziano, anche sensibilmente, quando le analisi vengono effettuate prendendo in considerazione le diverse tipologie di rispondenti in base al genere, all’origine e alla regolarità nel percorso degli studi.

Questi primi risultati pubblicati ad agosto nel rapporto dell’INVALSI (http://www.invalsi.it/download/rapporto/Rapporto_PN_prime_analisi.pdf) saranno oggetto di ulteriori approfondimenti, sia dal punto di vista delle metodologie di analisi, sia sotto il profilo più propriamente contenutistico. Inoltre, a partire dalla seconda metà di ottobre, le singole Istituzioni scolastiche potranno accedere individualmente ai propri dati analizzati rispetto alle singole classi, al genere, all’origine degli allievi e alla regolarità nel percorso scolastico.

Dalle analisi effettuate sul campione emergono differenze significative tra il Centro-nord ed il Sud del Paese sia in matematica che in italiano. In generale, si osserva che gli allievi del Centro-nord conseguono risultati significativamente più elevati rispetto a quelli del Sud. Inoltre, i dati del campione mettono in luce per certe aree del Sud e in alcune scuole comportamenti opportunistici che lasciano intendere come in taluni casi la cultura della valutazione non sia ancora radicata nel sentire comune di tutti gli attori del processo di insegnamento-apprendimento.

Un confronto tra i dati assoluti del 2007/08 e 2008/09 è precluso dall’assenza di quesiti comuni nelle due prove dovuta alla collocazione della Prova nazionale all’interno dell’esame di Stato. Pur con qualche cautela è tuttavia possibile esaminare come sia cambiata nei due anni la differenza dei punteggi di ciascuna regione e la media nazionale. Da questo confronto di posizioni relative emerge una certa tendenza alla polarizzazione geografica dei risultati. In generale, si riscontra un arretramento relativo in alcune aree del Mezzogiorno, anche se con dinamiche differenziate da regione a regione.

Certamente l’introduzione della Prova nazionale rappresenta un forte elemento innovativo per la scuola secondaria di I grado che da due anni a questa parte dispone di un terreno comune sul quale confrontarsi e conoscersi meglio. Il dibattito costruttivo tra tutti i soggetti interessati contribuirà certamente al miglioramento della Prova stessa e alla conoscenza delle complesse dinamiche che determinano i risultati non sempre soddisfacenti di un segmento così importante dell’istruzione come quello che riguarda i ragazzi della scuola secondaria di I grado.

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