Temi

Organizzazione della scuola

Un orizzonte più alto

di Dario Missaglia, pubblicato il 29/04/2009

La scuola è oggi l’unico luogo in cui si possano incontrare i giovani. Questo fatto mi sembra eclatante e meriterebbe indagini e riflessioni. Perché segna una nuova “centralità” educativa della scuola che forse non è ancora consapevolezza comune e di conseguenza non è colta nelle sue potenzialità.

È cronaca giornaliera nelle scuole la evidente lacerazione che si è prodotta tra genitori e figli. La percezione è quella di una generazione di adulti che si ritrae dalle proprie responsabilità educative, lasciando alla scuola una delega in bianco sulla formazione dei propri figli. Non sempre (anzi, per la verità, raramente) la scuola raccoglie questa delega ingombrante e difficile, ma quando lo fa si trova esposta a reazioni durissime di chiusura, di difesa a oltranza, di attacco (in taluni casi di vera e propria aggressione) nei confronti di quei docenti che hanno voluto camminare sul terreno minato.

Inutile dire che queste dinamiche siano a loro volta destinate ad alimentare una ritirata dei docenti da questo terreno e a sospingerli sempre più in una dimensione di presunta tecnica professionale: “Il mio mestiere è insegnare questa disciplina, e basta”. Questo abbandono non segna solo le famiglie ma anche tutte quelle agenzie che si rivolgevano ai giovani (associazioni laiche e religiose, parrocchie, società ricreative e sportive) e rappresentavano un fenomeno molto importante del welfare sociale del nostro Paese. Salvo piccole minoranze, il fenomeno è macroscopico: i giovani non li incontra più nessuno.

E ciò è talmente vero che oggi tutti questi soggetti inseguono la scuola per incontrare i giovani. Ogni giorno devo gestire, ora con consensi, rinvii, dinieghi, una moltitudine di richieste delle più svariate agenzie che chiedono di incontrare gli studenti a scuola, durante l’orario di attività perché non sono più in grado di arrivare ai giovani con i loro mezzi, i loro messaggi. La scuola, in altri termini, è oggi l’unico luogo in cui si possano incontrare i giovani.

Questo fatto mi sembra eclatante e meriterebbe indagini e riflessioni. Perché segna una nuova “centralità” educativa della scuola che forse non è ancora consapevolezza comune e di conseguenza non è colta nelle sue potenzialità.

L’insieme del fenomeno evidenzia intanto che siamo di fronte a una crisi profonda dei modelli educativi. Ed è questo un problema centrale che in questi anni non è stato colto. L’eccesso di ideologia intorno alla famiglia e il timore di invadere un campo altrui, hanno lasciato il problema ai margini. Si è preferito investire molto sul bullismo, che è un aspetto, il peggiore senz’altro, della crisi dei modelli educativi, ma che resta irrisolvibile senza affrontarlo per quello che è: con una politica attenta a ogni forma di sopruso e violenza verso l’altro ma anche con la ricostruzione di un ambiente educativo forte. Aver oscillato il pendolo solo sul primo corno del problema ne ha anche deformato il significato senza produrre altro sul secondo corno del problema. I giovani appaiono sempre di più un problema anziché un’opportunità.

Può la scuola affrontare questa sfida? Penso di sì, purché non si faccia schiacciare soltanto nella dimensione quotidiana, del tutto comprensibile, fatta di microconflittualità e tensione contro una politica scolastica che aggredisce le condizioni organizzative e finanziarie delle scuole. C’è bisogno di un orizzonte più alto senza il quale non si torna a parlare ai giovani, alle loro attese e alle loro speranze. Ma ce n’è bisogno anche per gli adulti che devono saper affrontare una situazione inedita, difficile, ma non necessariamente votata all’insuccesso e alla fuga.

Nickname Titolo commento Scrivi commento

Scrivete i vostri commenti dentro il riquadro senza copiare il testo da Word o da altri programmi.

Con la sottoscrizione delle condizioni generali di contratto l'Utente si è assunto ogni più ampia responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a RCS Libri e/o a società ad essa collegate e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L'utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Gli Speciali

In un unico file il meglio di education 2.0 da scaricare.

pdf

Scarica le raccolte dei nostri articoli piu belli, i commenti piu interessanti, i contributi della community, i saggi.

Sondaggio

Che tipo di contributi vorresti vedere crescere nei prossimi mesi su Education 2.0?

  • articoli di commento sui temi dell’attualità scolastica
  • articoli che presentano dati e informazioni sulle politiche educative
  • esperienze delle scuole
  • saggi di approfondimento sulle tematiche educative

Siti Amici

Vuoi inserire education2.0 sul tuo sito? clicca qui

Testata registrata presso il Tribunale di Milano, registrazione n. 262 del 3 giugno 2009. © RCS Libri S.p.a. – Div. Education - Via Mecenate n. 91 - 20138 Milano - Tel. +39 02 50951 - Fax +39 02 5065361 - Capitale Sociale € 42.405.000 - Registro Imprese e Codice Fiscale / Partita IVA n. 05877160159 - R.E.A. 1045223 - Soggetta ad attivita di direzione e coordinamento di RCS MediaGroup S.p.A. | Per la pubblicità su Education 2.0 scrivi a redazione@educationduepuntozero.it