Politiche scolastiche

Studi e ricerche

La spesa per l’istruzione e le cose da fare

di Emanuele Barbieri, pubblicato il 18/03/2009

I dati sulla spesa pubblica destinata all'istruzione segnalano un evidente riduzione delle risorse destinate a questo settore. Come si può porre rimedio a questo stato di cose?

Dal 1990 al 2007 la quota di risorse destinate al MPI o al MIUR per l’istruzione è passata dal 3,9% al 2,8% del PIL (-1,1% pari 16,9 miliardi di euro). Negli ultimi 10 anni la riduzione è stata pari allo 0,2% (3,07 miliardi di euro). Anche considerando il periodo 1997-2007 in cui la contrazione della spesa è stata più modesta, è evidente come la quota di risorse destinate alla scuola, non solo è sotto controllo, ma ha subito una significativa contrazione (fatta 100 la quota di PIL destinata alla scuola nel 1997, nel 2007 tale quota è scesa a 93). Nello stesso periodo il numero complessivo di alunni è leggermente cresciuto (+ 2% pari 152.246 alunni) e il numero degli insegnanti è diminuito (-2,38% pari a 17.651 docenti).

Variazioni alunni e docenti tra l’a.s. 1997/1998 e l’a.s. 2007/2008
anno scolasticoalunnidocenti
a.s. 1997/19987.599.110741.004
a.s. 2007/20087.751.356723.353
differenza in valore assoluto152.246-17.651
differenza percentuale 2,00%-2,38%


Eppure esistono soluzioni valide per porre rimedio a questo stato di cose. Ne suggeriamo alcune, che, a nostro parere, potrebbero migliorare efficacemente il sistema di istruzione:

• La definizione di un sistema coerente di obiettivi di apprendimento, con l’indicazione dei criteri per la valutazione del loro raggiungimento;
• Un sistema di valutazione indipendente in grado di analizzare i risultati su scala nazionale, regionale e provinciale;
• Il rafforzamento e la generalizzazione dei sistemi di valutazione interni ed esterni alla scuola;
• La valorizzazione dell’autonomia scolastica attraverso l’assegnazione diretta delle risorse finanziarie e la definizione un organico di istituto rapportato all’orario, ai piani di studio e al numero di alunni, stabile per almeno un triennio;
• Una riforma dell’amministrazione scolastica orientata alle funzioni di controllo sulla gestione e sui risultati e alla predisposizione degli interventi compensativi necessari nelle situazione svantaggiate;
• La predisposizione delle condizioni per migliorare l’organizzazione del lavoro e per sostenere e riconoscere lo sviluppo della professionalità del personale.


La spese per la pubblica istruzione
Dati ISTAT, OCSE, MPI, MIUR, Bilancio dello Stato
annoPIL* Ministero*Ministero % PIL Spesa pubblica % PILEvoluzione nominale PIL**Evoluzione nominale spesa Ministero**
19971.048.76631.1533,03,6100,0100,0
19981.091.36131.3373,03,5104,1100,6
19991.127.09132.0022,93,4107,5102,7
20001.191.05733.7152,93,3113,6108,2
20011.248.64838.2233,13,7119,1122,7
20021.295.22637.6162,93,4123,5120,7
20031.335.35441.3343,13,5127,3132,7
20041.391.53041.0332,93,4132,7131,7
20051.428.37540.4802,83,3***136,2129,9
20061.479.98141.1982,83,3***141,1132,2
20071.535.54042.3962,83,3***146,4136,1

* Ai prezzi di mercato. Valori correnti. Milioni di euro dal 1999; milioni di eurolire per gli anni precedenti.
** 1997=100
*** I dati relativi all’incidenza sul PIL della spesa pubblica complessiva per l’istruzione relativa agli ultimi tre anni non sono disponibili. Considerando che, mediamente, tale spesa è pari a quella dello Stato incrementata dello 0,5%, l’incidenza della spesa pubblica per l’istruzione si può stimare pari al 3,3% del PIL.

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