Politiche scolastiche

Politiche generali ed economiche

A che punto stiamo?

di Walter Moro, pubblicato il 04/11/2009
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La riforma della secondaria di secondo grado partirà davvero dal prossimo anno scolastico 2010/11?

Credo che non ci siano più dubbi: il riordino della secondaria di secondo grado andrà certamente in porto a partire dal prossimo anno scolastico 2010/11. Molti insegnanti e dirigenti scolastici sino a pochi giorni fa erano scettici, speravano in un rinvio della riforma come avevano richiesto alcuni sindacati e diverse associazioni disciplinari. Così non sarà, questa volta sembra con certezza che la riforma delle superiori si farà, soprattutto dopo il parere espresso giovedì 28 ottobre dalla Conferenza unificata Stato Regioni sui tre schemi di regolamento. Il parere non vincolante della Conferenza ha tolto ogni possibile ostacolo politico dando così via libera all'iter formale dei tre regolamenti.

Ma qual è il percorso che devono ancora fare i regolamenti e quali i tempi di applicazione? E soprattutto c’è un tempo adeguato per fare un orientamento che permetta alle famiglie e agli studenti delle terze medie di fare le scelte adeguate?

Vediamo il percorso formale che devono ancora fare i tre regolamenti prima che siano pubblicati in Gazzetta. I regolamenti degli istituti tecnici e dei professionali hanno avuto il parere del Consiglio Nazionale della pubblica Istruzione il 22 luglio e il regolamento dei licei il 7 ottobre. Contemporaneamente i regolamenti sono stati trasmessi alla Conferenza Stato Regioni e alle Commissioni parlamentari che hanno trenta giorni per esprimere il proprio parere, previsto per la fine del mese di novembre. Ai primi di dicembre i testi dei regolamenti dovranno essere approvati definitivamente in seconda lettura dal Consiglio dei Ministri e trasmessi al Consiglio di Stato. Nel frattempo si dovrà approvare il nuovo regolamento sulle classi di concorso e sull’utilizzo del personale docente. Successivamente i regolamenti saranno emanati in forma di DPR dal Presidente della Repubblica, registrati dalla Corte dei Conti per un controllo di legittimità e infine pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale con molta probabilità entro gennaio/febbraio 2010. Siamo di fronte a un iter formale macchinoso, lungo, faticoso e laborioso, dove come si vede chiaramente la scuola assiste, ma non partecipa.

Come si possono orientare le famiglie e gli studenti in questo quadro è soprattutto cosa devono fare le scuole per riadeguare la proprio offerta formativa rispetto al quadro dei mutamenti che saranno messi in atto dai regolamenti?

È necessario sin da ora, visti i tempi ristretti, mettere in atto in questa fase un orientamento informativo, in quanto né la scuola media né la secondaria di secondo grado hanno una conoscenza precisa dei tempi e dell’iter formale dei tre regolamenti e soprattutto non hanno chiaro il quadro dell’offerta formativa della secondaria, visto che si andrà a una drastica riduzione. Infatti si passa degli attuali 40 indirizzi degli istituti tecnici e professionali a 11 e a soli 5 per i professionali mentre è ancora più pesante il taglio per i licei che passano da 550 indirizzi a soli 11.

La scuola secondaria superiore cosa deve fare? Non può limitarsi ad attendere, sognando che questo cambiamento non vada in porto e lasci le cose così come sono. Deve da subito attrezzarsi per ridisegnare un’offerta formativa di qualità usando l’autonomia scolastica (il DPR n.275/99) per valorizzare le risorse professionali e delineare un’offerta di qualità.

È necessario in questi mesi mettere mano alla riprogettazione della scuola per capire quale sarà l’impatto che avranno i nuovi regolamenti sull’organizzazione della didattica. È importante che la scuola cominci a delineare l’offerta formativa mettendo in atto una simulazione (che abbia come riferimento le nuove classi di concorso, il quadro orario e il numero delle possibili classi) per creare le condizioni per un’applicazione condivisa dei regolamenti capace di valorizzare le risorse professionali soprattutto per capire come utilizzare quei docenti di ruolo che si troveranno in sovra numero.

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La natura del problema della scuola di enricomaranzana, pubblicato il 05/11/2009 "Ridisegnare un?offerta formativa di qualità usando l?autonomia scolastica": leggendo i POF appare evidente che non si deve ridisegnare l'offerta ma è necessario riorientarla, stravolgendola. Il servizio scolastico, infatti, non è unitario ma parcellizzato tra i diversi insegnamenti, la struttura organizzativa delle scuole non è mai stata definita (elusione della legge), il feed-back, che la norma prescrive, è assente. " È importante che la scuola cominci a delineare l?offerta formativa mettendo in atto una simulazione (che abbia come riferimento le nuove classi di concorso, il quadro orario e il numero delle possibili classi)": si tratta di situazioni di contorno, non significative per la qualità del servizio. Il punto centrale della questione rimane l'esplicitazione della finalità del sistema che, come dice la legge 53/2003, si sostanzia nello sviluppo e nel potenziamento delle capacità e delle competenze dei giovani, traguardi perseguiti utilizzando strumentalmente abilità e conoscenze.

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Quale funzione della scuola?

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