Politiche scolastiche

Ministero

Il turismo scolastico per la valorizzazione del territorio

di Ezio Sina, pubblicato il 02/12/2009

Una visita o un viaggio di istruzione possono offrire conoscenze teoriche ed apprendimenti pratici, sono in grado di stimolare abilità cognitive e pragmatiche e di garantire l’acquisizione di competenze afferenti a tutti gli Assi Culturali. Perché non valutarne quindi gli esiti?

Per dare il giusto significato a un’iniziativa che può rendere più articolata e complessa la vita scolastica e che richiede costi sempre più crescenti qual è appunto una visita o un viaggio di istruzione, occorre innanzitutto inserirla a pieno titolo nell’ambito dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica evidenziandone le incidenze e le specificità didattiche. Scandite nel tempo riservato alla didattica curricolare (si possono infatti favorire conoscenze e competenze linguistiche, ecologistiche, formative, multiculturali...) e ricondotte alla determinazione e alla valutazione corale del consiglio di classe, queste attività appaiono perfettamente in grado di miscelare al meglio la valenza educativa e formativa dell’insegnamento e le forti implicazioni di relazione, di coesione e di gruppo.

Una visita o un viaggio di istruzione possono offrire conoscenze teoriche e apprendimenti pratici, sono in grado di stimolare abilità cognitive e pragmatiche e di garantire l’acquisizione di competenze afferenti a tutti gli Assi Culturali. Tutto ciò va peraltro sempre inteso nell’ottica di determinare e di riconsiderare al meglio il proprio territorio di appartenenza: il paesaggio, le tradizioni, il patrimonio storico e artistico devono essere percepiti da tutti come il tratto distintivo di una città, una società, una Nazione e come tali vanno valorizzati con iniziative che sviluppino turismo di qualità. L’Italia rappresenta un grande contenitore di cultura e di paesaggi, uno scenario spesso evocato dalla vita di tutti i giorni espressa da una Comunità e della civiltà che in essa si può rinvenire. La concorrenza fra le mete turistiche sarà sempre più determinata dalle loro capacità di presentare una propria identità, quello “spirito guardiano” (genius loci) che esprime l’armonia stessa tra insediamento umano e natura e che guida il comportamento degli individui.

Nel sistema delle autonomie, ogni iniziativa che tende a rafforzare l’appartenenza dei cittadini al proprio territorio rappresenta un passo in avanti verso il successo formativo e la coesione sociale proclamate anche nel Dpr 275/1995, il documento costitutivo dell’autonomia scolastica. Ogni iniziativa scolastica che dimostri di essere adeguatamente inserita in attività programmate e assistite anche dagli enti territoriali di destinazione si presta inoltre a garantire speciali opportunità didattiche, a fornire servizi turistici sicuri e di qualità, a risparmiare sui prezzi praticati.

I Responsabili scolastici dunque devono preoccuparsi che tutti coloro che vi partecipano acquisiscano una piena consapevolezza della valenza didattica, sono tenuti ad avvalersi di accompagnatori responsabili e motivati, affidarsi ad autentici professionisti del settore turistico, capaci di inserire l’impianto progettuale didattico in un adeguato pacchetto turistico. Un’attività didattica e amministrativa che si snodi assicurando piena trasparenza delle scelte, compiti e ruoli ben definiti, responsabilità certe per chi organizza e per chi vi partecipa. Iniziative sempre adeguatamente monitorate e sottoposte a tutta una serie di controlli, di verifiche e di eventuali sanzioni. Il successo o l’insuccesso di queste attività scolastiche non può essere sottaciuto nell’ambito della verifica dell’efficacia di un Piano dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica. Né sembra sufficiente valutare la sola qualità dei servizi turistici offerti dall’operatore turistico, oppure comminare sanzioni disciplinari agli alunni più turbolenti. Occorre anche determinare l’impatto prodotto dall’iniziativa sulla didattica di classe e sull’apprendimento dei singoli partecipanti. Come continuare a proporre attività in cui non sia possibile evidenziare progressi sensibili nell’acquisizione di conoscenze, competenze o capacità trasversali per chi vi partecipa? È importante verificare quali caratteri, espressione del territorio visitato, sono stati colti e recepiti, ma anche quali tracce ha lasciato il passaggio dello studente visitatore.

Quello che si propone dunque - anche per garantire serietà e credibilità all’iniziativa - è che ogni visita o viaggio di istruzione si concluda con una specifica valutazione, anche sotto il profilo dell’apprendimento, sia della classe, sia dei singoli alunni. Un piccolo, ma significativo passo per perseguire quella coscienza del viaggio attraverso la quale si può scoprire quella città educativa in grado di valorizzare chi nella scuola cresce, matura, acquista la capacità di interagire positivamente nel contesto in cui vive, si relaziona con gli altri, costruisce il proprio futuro.

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