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Gradisce una storia?

di Caterina De Luca, pubblicato il 02/12/20091 commento |

La sollecitazione di un'indagine OCSE sulla lettura, la comunicazione di un dirigente scolastico, la messa in pratica di un vecchio corso di aggiornamento. A cascata, in un circolo virtuoso di semplicità quasi ovvia, un'insegnante si rimbocca le maniche per amor di lettura e... con successo!

L’idea di far appassionare i bambini alla lettura mi è venuta alcuni anni fa, quando insegnavo in un’altra scuola di Novara e la Dirigente, nel corso di un Collegio Docenti, una riunione riservata esclusivamente agli insegnanti della scuola, ci informò che l’Italia, secondo un rapporto dell’OCSE era ad uno dei livelli più bassi nella lettura sia scolastica che come passatempo degli adulti.

La Dirigente ci sollecitava a considerare la situazione, data anche una diffusa tendenza al disinteresse degli studenti italiani nei confronti dell’esperienza scolastica in generale, rilevata soprattutto tra gli adolescenti.

Queste parole hanno lavorato in me, scatenando una serie di riflessioni.

1. Stupore: Davvero le persone non amano leggere?

2. Meraviglia: Com’è possibile che si privino di un piacere di questo tipo?

3. Analisi: Perché non si legge? Prima si leggeva di più? Davvero possiamo imputare a TV e a videogiochi la disaffezione per la lettura?

4. Constatazione: Io amo leggere! Lo faccio da quando ero ragazza, era ed è uno dei miei hobby preferiti, coinvolgenti e rilassanti, io nei libri ci entro, li vivo, li immagino, li sceneggio nella mia mente, li godo. Un buon libro è per me come una tisana calmante dopo una giornata faticosa, è un piacevole intermezzo tra un lavoro domestico e un altro non domestico, è la mia evasione dalla realtà.

Un’evasione che considero piuttosto innocua, della quale confesso la mia dipendenza: non posso stare senza leggere per troppo tempo! Sono libro-dipendente!

Uno dei danni che provoca la mia passione (sì, è proprio una passione) per la lettura è quello che, a volte, immersa nel libro, dimentico di cucinare la cena per i miei adorati figli che mi devono ripetutamente chiamare con un tono che da sereno, tranquillo, passa al preoccupato, all’irritato, stupito, per questa mamma che è persa talmente tanto nel libro che, così richiamata, risponde dapprima agitando una mano come si fa quando si scaccia una zanzara fastidiosa e, all’ennesimo acuto filiale richiamo, candida e tranquilla dice:"Mi stavate chiamando?". Subito subissata da un coro di indicibili proteste e rimproveri (sigh!). Allora l’unico rimedio per farsi perdonare è quello di ordinare la pizza per tutti e di sorridere serafica come una bambina colta in fallo a rimpinzarsi di dolci e confessare la propria debolezza per la lettura.

5. Interrogazione sulle cause della disaffezione alla lettura tra i ragazzi e gli adulti: Dome vivono il leggere? Sono stati costretti a farlo? Perché rifiutano di leggere? Ma leggono qualcosa, ad esempio i fumetti, le cronache sportive e mondane?

6. Rileggo “Come un romanzo” di Daniel Pennac e

I diritti imprescrittibili del lettore:
1) Il diritto di non leggere
2) Il diritto di saltare le pagine
3) Il diritto di non finire un libro
4) Il diritto di rileggere
5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6) Il diritto al bovarismo
7) Il diritto di leggere ovunque
8) Il diritto di spizzicare
9) Il diritto di leggere a voce alta
10) Il diritto di tacere

7. Mi chiedo che cosa posso fare, attraverso il mio lavoro di insegnante di scuola primaria.

8. Mi ricordo di un corso di aggiornamento che ho seguito tempo addietro, durante il quale mi sono autenticamente divertita: era sull’animazione alla lettura!

9. Ricevo un invito ad attuare un progetto di arricchimento formativo dalla Dirigente Scolastica: decido di sfruttare le conoscenze acquisite durante un corso di aggiornamento (e accantonate per un quinquennio: per la serie “ Impara l’arte e mettila da parte” o “Il vino buono deve invecchiare”) e di proporre il progetto “Gradisce una storia?”, come se fosse il “prêt-à-porter” della lettura, o, se volete, un piacevole intermezzo come bere una tazza di caffè o tè fumanti o una rinfrescante bibita, una sorta di ristoro per lo spirito. Io leggo un breve libro, di solito umoristico, e dopo coinvolgo alunni e insegnanti in attività di animazione sulla lettura effettuata.

10. Visto l’esito positivo del progetto da parte degli alunni e dei colleghi (te ne accorgi quando non è finta cortesia), decido di riproporre un progetto sulla lettura anche nella nuova scuola dove mi sono da poco trasferita: l’idea è quella di utilizzare la lettura come mezzo per attuare, dopo aver letto brevi libri, attività di animazione realizzate prima da me e dopo proposte dagli alunni stessi ad alunni più piccoli della stessa scuola. Il bambino-lettore diventa artefice, attore, la lettura non è più imposta, ma sollecitata, richiesta, proposta dai bambini stessi. Il bambino-ascoltatore è gradevolmente attratto. La lettura è vissuta come attività piacevole, che dà e suscita emozioni. Unica precauzione: può essere contagiosa!

11. Resoconto: una delle soddisfazioni nella vita è quella di sentire una tua alunna l’anno prima refrattaria alla lettura (e alla scrittura), dirti con un sorriso franco e aperto: "Lo sai maestra che adesso mi piace molto leggere?" (e constatare che la sua produzione scritta di testi è decisamente migliorata).

12. Conclusioni: Niente di nuovo, già nei tempi remoti i cantastorie affascinavano le persone e la vecchia nonna riusciva in un mondo contadino a riunire e ad avvincere grandi e piccini con i racconti, ambrosia per gli animi inquieti e trepidanti. Accanto a (nonostante?) TV, computer, videogame, sport, conversazioni, musica, hobby... la lettura. E poi vuoi mettere il piacere di scegliere un libro in una ben fornita libreria o di entrare in una biblioteca, tempio dei libri? Ti puoi inebriare dell’odore della carta, della stampa, ti immergi nel mare delle copertine colorate, noti gli stili che contraddistinguono le case editrici, leggi i titoli, scegli, sbirciando le recensioni o ti affidi ad un particolare sesto senso che ti suggerirà il libro, pregustando il sottile, lieve, consentito piacere della lettura. Lì, in quelle pagine scritte, c’è della gente che vuole comunicare qualcosa, dalle pagine emergono personaggi, ambienti, messaggi diretti proprio a me, da chi ha pensato quella storia che adesso si svolge per me come un film via via che ne dipano la trama.

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Amico libro 2009 di daniper, pubblicato il 14/12/2009 Anch?io sono un?attiva sostenitrice della pratica della lettura a scuola, e proprio qualche giorno fa sono stata invitata presso un Istituto Comprensivo della mia provincia a presentare un Progetto di promozione alla lettura che abbiamo realizzato nel Plesso scolastico in cui insegno e risultato finalista al Progetto Ministeriale ?Amico libro? 2009. ( che ti consiglio vivamente di andare a leggere sul sito). Benché l?evento fosse stato esteso a tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia, noi insegnanti delle scuole finaliste al concorso ci siamo trovate di fronte uno spaurissimo gruppo di una dozzina di persone circa , in cui, alla fin fine, ci siamo illustrate l?un l?altra il contenuto dei nostri progetti. Al che mi sono detta alcune cose: 1) C?è qualcosa che non va, se l?iniziativa aveva addirittura una risonanza ministeriale? 2) Non era presente alcun Dirigente scolastico? 3) Gli insegnanti oramai sono a livello? 4) Ancora una volta ci sono cascata? Io, come tante, penso a una scuola con un certo spessore di contenuti? per altri lo spessore è l?immagine che essa può rappresentare nel territorio, per una logica di distribuzione delle risorse ecc ecc? E allora, cara Caterina, tanto di cappello per il tuo impegno personale e? ancora una cosa. Anch?io ?vivo? di letture, leggo qualsiasi cosa, dall?etichetta informativa della bottiglia d?acqua posata sulla tavola al libro, con la stessa famelica curiosità di conoscere che mi appartiene sin da bambina, attaccata alla magia che ogni parola scritta può evocare, perché credo che leggere sia crescere, confrontarsi, emozionarsi, arrabbiarsi, condividere, comprendere, vivere meglio. E con la stessa intensità di convinzione leggo ai miei alunni. Ma a noi, quando la noia delle lunghe e afose giornate estive ci portava a lamentarcene con la mamma, veniva risposto ?Leggi qualche libro, che ti passa!?. Ora, i genitori e i giovanili nonni di oggi non credo diano sempre tale risposta al ?non so cosa fare? petulante di un bambino annoiato? Ci sono ben altri intrattenimenti più immediati, anche se i nostri bambini hanno talmente le giornate riempite ed organizzate da noi adulti che è difficile che abbiano la possibilità di sperimentare la noia che abbiamo vissuto noi, perché un libro?lo si può leggere solo in solitudine?

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