Community

Community

Possibilità reali per un anno difficile

di Stefano Stefanel, pubblicato il 14/10/2009

La lettura dell’Atto di indirizzo emanato l’8 settembre 2009 dal Ministro mostra che pur in un momento molto difficile la scuola ha davanti a sé reali e consistenti possibilità. Anche se ci sono un paio di polpette avvelenate.

La lettura dell’Atto di indirizzo emanato l’8 settembre 2009 dal Ministro della Pubblica Istruzione mostra che, pur in un momento molto difficile, la scuola ha davanti a sé reali e consistenti possibilità. L’Atto di indirizzo è un documento interessante e completo, che ha ricevuto un parere sostanzialmente positivo dal CNPI il 2 settembre (e – detto in tutta onestà – non è facile che il CNPI dia un parere favorevole a un documento che viene “da destra”).

L’Atto di indirizzo contiene due “polpette avvelenate” che ne minano la sua credibilità:
• il richiamo alla flessibilità necessaria della Scuola secondaria di 1° grado sembra quasi una beffa visto l’irrigidimento del quadro orario, l’assenza di una qualsiasi funzionalità dell’organico, la mancanza di qualsiasi e possibile organizzazione modulare per scuole ormai piene di spezzonasti con orari che devono rimanere rigidi perché vanno a coinvolgere sempre altre scuole creando disservizi e pletoriche discussioni sulle giornate libere e le ore buche;
• l’insistente ambiguità sul maestro unico/prevalente pare una vera e propria impuntatura destinata ad accrescere il richiamo nostalgico al “modulo comunque” e al “tempo pieno col doppio organico assoluto” da parte di quella scuola che non vuole cambiare niente, ma che è maggioritaria.

Oltre a questa sistematicità nel contraddire le condizioni della flessibilità e dell’autonomia l’Atto di indirizzo però contiene i germi per un futuro interessante della scuola italiana, cogliendo pienamente quelle che sono alcune esigenze strutturali da cui le scuole non possono più fuggire. Ne cito solo tre, una per ordine di scuola, perché in realtà tutto il documento contiene interessanti possibilità da spendere in quest’anno difficile:
• il rilancio della Scuola dell’infanzia come scuola a tutti gli effetti in grado di realizzare progetti educativi ambiziosi;
• l’indicazione dell’italiano, della matematica, delle scienze e dell’inglese come gli assi prioritari nella Scuola primaria, rendendo a queste discipline una centralità la cui negazione non ci ha portato vantaggi;
• il richiamo forte alla curricolarità e la critica palese all’enciclopedismo e ai programmi preconfezionati che toglie alla Scuola secondaria di 1° grado ogni alibi conservatore.

L’Atto di indirizzo, inoltre, allunga di altri tre anni il tentativo di armonizzare le Indicazioni nazionali allegate al d.lgs 59/2004 e le Indicazioni per il curricolo allegate al D.M. 31 luglio 2007: quella che a prima vista potrebbe sembrare una fuga è in realtà la giusta scelta di non presentare alla scuola una terza edizione della Indicazioni, ma di richiamarle al loro dovere di redigere – finalmente! – dei curricoli seri e reali, che permettano l’uscita dalle secche della vetustà programmatica.

Le leggi emanate nello scorso anno scolastico hanno determinato un oggettivo regresso nella scuola, nei suoi esiti e nelle sue potenzialità. Questo Atto di indirizzo apre a una stagione di possibilità, mostrando un varco da percorrere. Non so se la scuola italiana vorrà entrare in questo varco o si limiterà a dividersi tra “contestatori” e “rassegnati”, quasi che un continuo movimentismo sia la risposta più giusta alla restaurazione di alcuni concetti imposti ma privi di valore (severità, rigore, maestro unico, grembiulino, voti ecc.). Lo scenario è molto mosso, ma l’Atto di indirizzo permette molta ricerca e non farla a questo punto significa accodarsi alla strada maestra che produce la dispersione tramite la dispersione.

Anche la scuola è in recessione e deve cambiare riferimenti.

L’Atto di indirizzo permette di farlo, ma non so se ci sarà la volontà, perché molti messaggi dicono che la severità dei voti spesso fa il paio con la rivendicazione delle giornate libere e della limitazione delle ore buche (l’orchestra che suona mentre il Titanic affonda).

Nickname Titolo commento Scrivi commento

Scrivete i vostri commenti dentro il riquadro senza copiare il testo da Word o da altri programmi.

Con la sottoscrizione delle condizioni generali di contratto l'Utente si è assunto ogni più ampia responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a RCS Libri e/o a società ad essa collegate e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L'utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Gli Speciali

In un unico file il meglio di education 2.0 da scaricare.

pdf

Scarica le raccolte dei nostri articoli piu belli, i commenti piu interessanti, i contributi della community, i saggi.

Sondaggio

Ritieni che le prove Invalsi, che consistono in test standardizzati, siano utili per:

  • evidenziare le situazioni di difficoltà del sistema di istruzione nel garantire a tutti e tutte un livello accettabile di competenze alla conclusione di 10 anni di istruzione obbligatoria.
  • fornire criteri trasparenti di valutazione, per sostenere l'eventuale passaggio di uno studente da un indirizzo di studio a un altro.
  • classificare le scuole per produrre graduatorie di merito di istituti e di insegnanti.
  • monitorare l’avvio del processo di acquisizione di competenze sulla base di standard europei.

Siti Amici

Vuoi inserire education2.0 sul tuo sito? clicca qui

Testata registrata presso il Tribunale di Milano, registrazione n. 262 del 3 giugno 2009. © RCS Libri S.p.a. – Div. Education - Via Mecenate n. 91 - 20138 Milano - Tel. +39 02 50951 - Fax +39 02 5065361 - Capitale Sociale € 42.405.000 - Registro Imprese e Codice Fiscale / Partita IVA n. 05877160159 - R.E.A. 1045223 - Soggetta ad attivita di direzione e coordinamento di RCS MediaGroup S.p.A. | Per la pubblicità su Education 2.0 scrivi a redazione@educationduepuntozero.it - Dati societari