
Per motivare i ragazzi, tutti i ragazzi, bisogna conoscere i loro bisogni e comunicare loro il senso e il valore della proposta didattica.
Si fa un gran parlare delle innumerevoli lacune che molti alunni fanno registrare al termine del primo ciclo d'istruzione. Nelle linee di indirizzo relative al primo ciclo, di prossima emanazione, si insiste su questo punto e si auspica che gli insegnanti adottino nuove strategie educative e didattiche per coinvolgere maggiormente gli studenti le cui carenze farebbero risentire i loro effetti negativi lungo tutto l'arco della vita e della loro carriera scolastica.
Un cambio di marcia nel “solito” modo di fare scuola, nella scuola secondaria di primo grado, non è più procrastinabile.
Io penso che qualche linea d'azione propositiva e utile potrebbe essere ad esempio, la semplificazione dei contenuti, dei programmi, l'essenzialità (leggere , comprendere, scrivere, far di conto), la consapevolezza dei propri diritti e doveri, l'uso pratico del computer, un approccio pratico alle lingue straniere.
Facciamo in modo che tutti gli alunni, nessuno escluso, posseggano un livello di preparazione culturale essenziale per poter completare la scuola dell'obbligo fino al sedicesimo anno di età , Si faccia in modo la scuola dell'obbligo, seria e costruttiva, non divenga una scuola punitiva ( vedi bocciatura) ma consenta una via d'uscita facile.
Preoccupiamoci dei ragazzi che, giunti in terza media, pensano, a torto, che la scuola non faccia più per loro.
La parola chiave che dobbiamo riscoprire come insegnanti è “ motivazione” , la motivazione dei nostri alunni/cittadini.
Motivare i ragazzi, tutti i ragazzi, non è cosa facile, si tratta di conoscere prima i loro bisogni e i loro atteggiamenti per promuovere un'azione educativa, che non sia in contraddizione con tali bisogni e atteggiamenti, e comunicare loro il senso e il valore della proposta didattica.
Per determinare nel gruppo classe pari opportunità formative è necessario personalizzare i processi e le azioni educative in modo che le differenze siano ridotte o eliminate del tutto.
È incoerente l'insegnante che rivolge una proposta educativa uniforme a tutta la classe in presenza di alunni chiaramente in difficoltà.
È fondamentale l'apporto motivazionale che proviene dall'insegnante che deve aiutare l'allievo a ricercare le cause dell'insuccesso nella direzione dell'interesse e dell'impegno per le attività scolastiche e le discipline di studio.
In conclusione è auspicabile che tutti i ragazzi trovino la propria strada, la propria unicità e originalità, attraverso una scuola meno contenutistica e più finalizzata all'educazione e all'istruzione autentiche.
di daniper, pubblicato il 17/09/2009 Sono pienamente d'accordo che un significativo cambio del modo "solito" di fare scuola nella scuola secondaria non sia più procrastinabile e che il fulcro del cambiamento siano la motivazione e la valorizzazione dell'unicità di ogni studente. E' auspicabile una formazione mirata agli insegnanti di questi ordini di scuola, che possa condurli a rimettere in gioco la propria professionalità e le proprie competanze sociali ed affettive verso il compito cui sono chiamati. Sarebbe forse da ribaltare il detto che afferma che nella scuola dell'infanzia il docente AMA il bambino, nella primaria il docente AMA il proprio lavoro, nella secondaria AMA il proprio manuale e nelle università AMA se stesso!
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