Community

Community

Formare insegnanti per cambiare la scuola

di Riccardo Scaglioni, pubblicato il 19/06/20091 commento |

Valori, criticità e qualità dei formatori nel nuovo modello.

Nelle prossime settimane si completerà un processo iniziato nell’estate del 2008 con la sospensione delle SSIS e che si concluderà con l’emanazione del decreto ministeriale sui nuovi percorsi di formazione degli insegnanti, sulla cui bozza stanno esprimendosi il Centro universitario nazionale, il Consiglio nazionale dalla pubblica istruzione e le Commissioni parlamentari. Dopo la conclusione dei lavori del gruppo di lavoro ministeriale appositamente costituito, il Ministero ha aperto il confronto ai soggetti rappresentativi della professionalità insegnante e dei dirigenti scolastici. Rispetto alla prima versione divulgata in marzo e a quanto esposto nella relazione finale del gruppo di lavoro sono, così, state proposte e recepite alcune opportune modifiche. Le competenze necessarie a qualificare e valorizzare la funzione docente sono meglio definite, completate anche da alcuni importanti elementi in linea con le indicazioni dell’UE (competenze linguistiche e digitali; sostegno; insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera). Positivo risulta anche l’inserimento esplicito del tirocinio sia nel percorso di laurea magistrale, sia naturalmente nell’anno conclusivo di Tirocinio Formativo Attivo. La presenza di un albo regionale delle scuole accreditate per la formazione degli insegnati dovrebbe inoltre rendere accessibile e leggibile il quadro d’insieme delle professionalità esperte in formazione presenti nella scuola.

L’impianto regolamentare risente tuttavia di un certo squilibrio interno e di un problema di fondo che mal si combina con le necessità poste dal quadro europeo sulle competenze degli insegnanti. Infatti, mentre nei percorsi formativi degli insegnanti della scuola del primo ciclo vi è equilibrio nella combinazione di competenze disciplinari e professionali, per la formazione dell’insegnante secondario le dichiarazioni di principio dei primi articoli non sono seguite dalle necessarie disposizioni applicative. L’ampiezza e la profondità degli interventi formativi di area professionalizzante risultano infatti limitate a una porzione di crediti formativi esigua rispetto al totale. È auspicabile in questo senso un intervento capace di integrare maggiormente la componente professionale con quella disciplinare così da rendere più armoniche le relazioni e gli apporti in termini di risorse umane e strumentali fra scuola e università, che invece, nello schema, sembrano restare divise in confini che si lambiscono solamente.

Un discorso a parte va fatto per la qualità dei formatori coinvolti. A una lettura attenta non paiono sufficienti le misure che dovrebbero garantire l’alta qualità dei formatori da utilizzare nel sistema e la tesaurizzazione delle migliori esperienze effettuate nella SSIS con il tirocinio e i laboratori didattici, anche al fine di ridurre i tempi e i costi figurativi d’avviamento. Si auspicava, infatti, che nel determinare le nuove regole si tenesse maggiormente conto della prima seria e articolata esperienza di formazione iniziale degli insegnanti in Italia ─ quella degli ultimi dieci anni ─ e si considerasse quanto in Europa si sta profilando. Si rileva invece che sono ancora scarsamente definiti alcuni standard di competenze necessari per gli incarichi di tutor, tutor coordinatori, docenti di laboratorio, la cui definizione è fondamentale per assicurare qualità certa ai percorsi di formazione. Pare inoltre insufficiente la previsione di meccanismi che diano la possibilità di utilizzare le risorse umane già formate al ruolo di formatori degli insegnanti, come i supervisori di tirocinio, che potrebbero essere adeguatamente impiegate, facilitando il passaggio dal vecchio al nuovo sistema di formazione senza disperdere professionalità già valutate e positivamente sperimentate sul campo.

Un ultimo rilievo riguarda la necessità di integrare l’intervento normativo in un futuro quadro legislativo d’insieme, che affronti organicamente il problema della formazione (iniziale e continua), del reclutamento, dello status giuridico e della carriera degli insegnanti. Nessuna formazione di qualità sembra infatti praticabile, senza che finalmente si pensi a un insegnante impegnato nel progredire in carriera, nel fare uso della propria esperienza per il miglioramento dei processi e per la trasmissione virtuosa di saperi e buone pratiche. Indicativo e allarmante è, da questo punto di vista, il brevissimo passaggio che limita a tre anni soltanto nella formazione secondaria, e a quattro più uno nella formazione primaria, l’utilizzo di professionalità nel ruolo di tutor coordinatore del tirocinio, senza prevedere la collocazione di questa figura in una strutturata progressione professionale. Una logica che non trova riscontri in nessun altro sistema europeo e che è indice di inefficienza funzionale e professionale. Lo spazio per intervenire in miglioramento c’è ancora: ci auguriamo che i rilievi non restino senza risposta.

Nickname Titolo commento Scrivi commento

Scrivete i vostri commenti dentro il riquadro senza copiare il testo da Word o da altri programmi.

Con la sottoscrizione delle condizioni generali di contratto l'Utente si è assunto ogni più ampia responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a RCS Libri e/o a società ad essa collegate e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L'utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Senza un univoco modello di scuola la formazione dei docenti è impossibile di enricomaranzana, pubblicato il 22/06/2009 Il problema della formazione professionale degli insegnanti e' insuperabile se non sono state puntualizzate natura e caratteristiche del servizio scolastico. La lettura dell'art. 2 della legge 53/2003 fornisce l'idea del campo del problema: "è promosso l'apprendimento in tutto l'arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro". CAPACITA' e COMPETENZE sono il fine istituzionale, CONOSCENZE e ABILITA' i mezzi per il suo conseguimento. Essendo unico il fine per tutti gli insegnamenti ne discende che la professionalità docente non puo' prescindere dalla capacità di far convergere tutti gli insegnamenti verso obiettivi condivisi. In particolare: poichè le competenze si sostanziano nell'intreccio di capacità e di conoscenze l'attività docente ha inizio dalla specificazione delle capacità da promuovere e, successivamente, dalla definizione delle competenze effettuata selezionando gli ambiti disciplinari atti alla loro promozione e consolidamento.

Gli Speciali

In un unico file il meglio di education 2.0 da scaricare.

pdf

Scarica le raccolte dei nostri articoli piu belli, i commenti piu interessanti, i contributi della community, i saggi.

Sondaggio

Ritieni che le prove Invalsi, che consistono in test standardizzati, siano utili per:

  • evidenziare le situazioni di difficoltà del sistema di istruzione nel garantire a tutti e tutte un livello accettabile di competenze alla conclusione di 10 anni di istruzione obbligatoria.
  • fornire criteri trasparenti di valutazione, per sostenere l'eventuale passaggio di uno studente da un indirizzo di studio a un altro.
  • classificare le scuole per produrre graduatorie di merito di istituti e di insegnanti.
  • monitorare l’avvio del processo di acquisizione di competenze sulla base di standard europei.

Siti Amici

Vuoi inserire education2.0 sul tuo sito? clicca qui

Testata registrata presso il Tribunale di Milano, registrazione n. 262 del 3 giugno 2009. © RCS Libri S.p.a. – Div. Education - Via Mecenate n. 91 - 20138 Milano - Tel. +39 02 50951 - Fax +39 02 5065361 - Capitale Sociale € 42.405.000 - Registro Imprese e Codice Fiscale / Partita IVA n. 05877160159 - R.E.A. 1045223 - Soggetta ad attivita di direzione e coordinamento di RCS MediaGroup S.p.A. | Per la pubblicità su Education 2.0 scrivi a redazione@educationduepuntozero.it - Dati societari